Non è un semplice laboratorio per fabbricare presepi quello di Biagio Roscigno al palazzo dello Spagnolo, ma  un luogo dove il lavoro del maestro viene ispirato dalla tradizione, dalla storia della città e da tutto ciò che accade per strada. Appena entri Biagio, giovane colto e raffinato, ti accoglie in maniera familiare e prima di ogni cosa fa preparare un caffè. Non esita ad aprirsi,racconta, portando alla luce le tecniche lavorative e le conoscenze che ha acquisito nel corso di anni.Si rimane affascinati dal suo parlare per la profonda umiltà e la capacità di condividere il suo bagaglio di esperienze. Il presepe è parte attiva della sua vita.

Nato nel Rione Sanità, ha saputo subito cogliere il tratto contraddittorio e vivo del quartiere, che osa mescolare  sacro e profano, cultura alta e bassa, la luce del giorno col caos e i terrori della notte. Conoscitore della storia e dell’arte  napoletana non si affida solo ai testi ,ma ama girare per cogliere i segni dei  cambiamenti che il tempo produce sugli edifici . Ha preferito rimanere lontano dal caos delle botteghe di San Gregorio Armeno per non fossilizzarsi.Non ama la folla dei turisti e preferisce lavorare su commissione per privati e collezionisti.

Racconta che a 8 anni gli è iniziata la passione per i presepi. A 14 anni ha frequentato un corso presso l’ ‘Associazione amici del presepe ‘ e segue le lezioni  del prof. Schettino.A 22 anni già  si trova ad eseguire lavori per la sala della giunta di palazzo San Giacomo. Da allora non sono mancati incarichi di prestigio e riconoscimenti  da parte della  Camera di commercio,  la fondazione Focus e il Claai. Ha esposto a Castel dell’Ovo, ad Amalfi, ad Avellino. E ‘ stato a Budapest e Vienna. Nel Natale del 2018 consegna nella cattedrale di St.Patrick’s Old a Little Italy a NY  il presepe della misericordia ,con chiari riferimenti all’opera caravaggesca , in collaborazione coi fratelli Scuotto.

Col tempo Biagio si è specializzato nelle scenografie presepiali , mostrando grande versatilità nell’ utilizzo del sughero a corteccia, utilizzato alla rovescia.Con questo materiale simula il tufo, il piperno,  il marmo.Poi lo dipinge e immaginando che il sole irradi da sinistra, crea giochi sinceri di luci e ombre.Le sue scene spesso attingono al mondo del paganesimo per poi sottolineare  la vittoria del cristianesimo nella storia dell’umanità.Dimostra una maturità che va al di là della sua età anagrafica.Lavorare ai presepi per lui è stato ed è una folgorazione .Inutili i tentativi più volte intrapresi per allontanarsi da questa professione.  Ad assorbirlo totalmente oggi  ci sono le  creazioni di scenografie presepiali  tridimensionali, che lo inducono a realizzare lavori originali intrisi di simbologia laica e cristiana , di realismo e magia.E’ un uomo di passione, la cui carica emotiva trapela da ogni pezzo lavorato al punto da diventarne prezioso.

 

a cura di Erminia Nobilione