Il Laboratorio di Artigianato, Creatività e Tradizioni – ACT Lab (progetto finanziato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese), continua le sue “uscite” per portare i ragazzi a conoscere il territorio cittadino ed il suo patrimonio artistico e culturale.

Questa volta siamo andati al centro di Napoli, a via Toledo, per accompagnare i nostri giovani Amici nella visita del presepio poliscenico custodito nella Chiesa di S. Nicola alla Carità. E’ stata una proposta diversa per prepararsi al Natale, abbandandonando per un’oretta luminarie e “corse” agli acquisti. Abbiamo anche avuto il piacere di avere con noi, come partecipanti alla visita, la Preside, una Consorella ed alcuni studenti dell'”Istituto Maestre Pie Filippini” di Napoli, che collabora con ACT Lab.  Con la guida sapiente ed appassionata della nostra tutor, Roberta De Gregorio, ci siamo prima soffermati a scoprire l’interno della Chiesa, vero e proprio scrigno di tesori con dipinti ed affrschi meravigliosi realizzati da grandi maestri del Settecento napoletano (come Paolo DeMatteis e Francesco Solimena). Una prima tappa d’obbligo è stata alla Cappella dedicata a S. Nicola (il Santa Klaus nordico, alle origini della tradizione di Babbo Natale). Qui ci accolto il parroco Padre Mario Rega (dei “Pii Operai Catechisti Rurali”) che ci ha anche raccontato degli sforzi che sta facendo per il restauro degli affreschi, con la tenace collaborazione dell’arch. Francesca Napolitano.  Un’altra tappa ci ha portato ad ammirare il dipinto che De Mura ha mirabilmente dedicato all'”Adorazione dei Pastori”, nel quale – come ha fatto efficacemente notare Roberta – Maria mostra all’Umanità il Dono che il Bambino Gesù fa di se stesso.

Siamo poi, finalmente, discesi nell’ex ipogeo della Chiesa dove, circa cinquant’ani fa, l’artista Giuseppe Russo ha voluto costruire questo presepio che non si limita alla classica scena della Natività ma, attraverso varie “scene”, racconta i momenti più importanti della vita di Gesù: dall’Annunciazione, alla Fuga in Egitto, dall’Ultima Cena, al Calvario, alla Resurrezione. Due scene sono poi dedicate a situazioni tipicamente napoletane, come quella che rappresenta la Notte di Natale nella Chiesa del Carmine a piazza Mercato. I pastori sono, in parte, ereditati dagli avi (fino ai bisnonni!) di Giuseppe Russo e, in parte, costruiti dallo stesso autore.

Questo ricordare, ma soprattutto rivivere, le tradizioni più autentiche del nostro essere napoletani è il modo che abbiamo scelto per augurarci ed augurarvi Buon Natale!